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Le alici di Menaica


 
 

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Menaica o menaide è il nome sia della barca che della rete utilizzate per un’antichissima tecnica di pesca, documentata dal 1730 ma sicuramente più antica, di epoca classica. Un
tempo questa pesca era diffusa su tutte le coste del Mediterraneo ed oggi invece sopravvive in pochi luoghi in Italia, tra i quali Marina di Pisciotta, un piccolo borgo di pescatori sulla costa cilentana.Le alici di Menaica si pescano nelle notti di mare calmo tra Aprile e Luglio. La rete, stesa al largo per sbarrare il percorso delle alici, seleziona le più grandi lasciando passare le piccoline.
Le alici intrappolate, guizzando nervosamente, si rompono il collo e perdono velocemente gran parte del loro sangue e quando la rete viene tirata a mano in barca, si estraggono delicatamente dalle maglie, una ad una, staccando la testa ed eliminando le interiora. Poi si sistemano in cassette di legno e si trasportano a terra, senza utilizzare ghiaccio né altri tipi di refrigerante, e qui immediatamente prima si lavano in salamoia e poi si dispongono in vasetti di terracotta, alternate a strati di sale. Quindi inizia la stagionatura, che avviene nei cosiddetti “magazzeni”, locali freschi e umidi dove, prima che nascesse il porto, si ricoveravano anche le barche. Qui le alici maturano, ma senza asciugare troppo, almeno tre mesi. Le alici di Menaica si possono mangiare anche fresche oltre che sottosale, sia crude che cotte, caratterizzando molte ma semplici ricette cilentane. Le alici di Menaica sottosale si distinguono per la carne chiara che tende al rosso e per il profumo intenso e delicato, che le rende assolutamente uniche. La Menaica era un’arte in estinzione: 7/8 barche in diminuzione anche per la scarsa remuneratività di un lavoro logorante ed impegnativo. La creazione di un Presidio Slow Food, volto istituzionalmente proprio alla salvaguardia di un patrimonio enogastronomico a rischio di estinzione, fortunatamente ha invertito la rotta!